“Seme nel fuoco”

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Poesia. Quando la sessualità (l’istinto?) diventa dannazione si attinge dai poeti maledetti l’invettiva (p. 13). Ma davanti a composizioni di incomparabile bellezza come Aracne, o sconvolgenti come Eclisse – la massiva, combusta carnalità – ci si chiede se la critica, quella ufficiale, si sia mai davvero interessata a un poeta che risponde al nome di Lorenzo Bonadè. Scrittura perpetua e nuova, terribile, per cui puranco (usiamo un avverbio dell’autore) i troncamenti sembrano irridere al composto accademismo, dissacrando quanto rimane di presunti ideali, estremo frammento di ‘beltà’. Perché, dopo l’aspetto ludico di Les stupra di Rimbaud o del linguaggio preformato – che Bonadè ha superato da tempo – ‘esisteranno solo liriche spoglie’ (Porn).